Comunicato stampa. Situazione servizi sanitari del Rubicone

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Rassegna stampa - Locale

Comunicato stampa del Centro per i Diritti del Malato “Natale Bolognesi” sulla preoccupante situazione in cui versano i servizi sanitari nel territorio del Rubicone.

Di questo passo si chiude tutto!

Anno dopo anno, pezzo dopo pezzo, con il finto sorriso sulle labbra degli amministratori locali, i nostri servizi sanitari stanno chiudendo.

Le assicurazioni di facciata di Comuni e AUSL di Cesena, non seguite da alcun fatto concreto, hanno già messo nel dimenticatoio la questione dei 60 posti letto di lungodegenza che mancano da sempre nel Distretto Rubicone-Costa. A questo si aggiunge la recente decisione di chiudere definitivamente il Distretto Rubicone-Costa, con gravissimo pregiudizio per i servizi sanitari del nostro territorio.

Senza tenere in nessuna considerazione le giuste richieste dei cittadini (ci riferiamo alle quasi 4000 firme dei cittadini sulla lungodegenza), la Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria (alla quale partecipano, fra gli altri, anche tutti i sindaci del Rubicone) ha già deciso che al Santa Colomba il servizio di mammografia verrà eliminato e  trasferito a Cesena, che il servizio di ecografia verrà depotenziato, che il punto di primo intervento verrà chiuso, che la guardia medica notturna verrà soppressa.

Purtroppo, insieme a questa volontà distruttiva dei sindaci e dell'AUSL di Cesena, è finita anche la nostra pazienza. Non siamo più disposti ad ascoltare risposte evasive e, alla luce di questi fatti, false.

Non ci facciamo più prendere in giro dalla “solita” manfrina della crisi e della mancanza dei soldi. Nel resto della Regione Emilia-Romagna i Distretti Sanitari non vengono chiusi, anzi si tiene conto della periferia e del giusto equilibrio in termini di offerta sanitaria. Senza andare troppo lontano, nella vicina AUSL di Rimini i servizi rimangono in efficienza a Cattolica, Riccione e Santarcangelo di Romagna.

Quindi, l'unica vera ragione per chiudere il Distretto Rubicone-Costa è solo la vecchia, e mai sopita, logica dell'AUSL e degli Amministratori Locali di accentrare tutto a Cesena, infischiandosene del territorio e dei bisogni dei cittadini.

Del resto non chiediamo la luna. Non pretendiamo reparti specialistici di alto livello, ma solo i servizi essenziali per i cittadini più deboli e che le prestazioni vengano erogate in tempi “umani”.

Non ci basta più la solidarietà ipocrita dei sindaci. Se davvero questi amministratori tengono ai loro cittadini devono da subito dimostrarlo con i fatti.

Come? Cominciando, ad esempio, con il riportare la Direzione del Distretto Sanitario a Savignano sul Rubicone, rivedendo la destinazione della Casa Perticari (oggi, incomprensibilmente destinata a Scuola di Musica a ridosso della Casa di Riposo). Solo se gli amministratori pubblici torneranno a fare gli interessi delle loro popolazioni sarà possibile invertire la tendenza della chiusura definitiva del Santa Colomba. Per ora abbiamo solo l'impressione (peraltro, molto verosimile) che i sindaci stiano allegramente strimpellando sul pianoforte delle interviste “tranquillizzanti”, mentre il Titanic dei nostri servizi sanitari sta miseramente colando a picco.

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