Lettera aperta al Direttore Generale della AUSL Romagna, Dottor Marcello Tonini

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Rassegna stampa - Locale

Al Direttore Generale della AUSL della Romagna
Dottor Marcello Tonini
p.c. Al Sindaco del Comune di Savignano sul Rubicone
Ingegner Filippo Giovannini


Savignano sul Rubicone, 4 settembre 2015

Illustrissimo Dottor Tonini,
scriviamo pubblicamente a Lei, ed al Sindaco di Savignano Sul Rubicone presente all’incontro, per sottoporle alcune nostre riflessioni sulla serata pubblica alla quale ha partecipato a Savignano sul Rubicone, lo scorso 23 luglio, in quanto in quella sede non c'erano i tempi per approfondire gli importanti ed interessanti argomenti che ha esposto.
Ribadiamo di avere apprezzato lo spirito di confronto sulle questioni concrete che riguardano il territorio del Rubicone (vedi ad esempio la questione della farmacia del Santa Colomba e il suo impegno per la riduzione delle liste di attesa). Riteniamo doveroso tuttavia esprimere alcune ulteriori riflessioni.

Partendo dalla conclusione del suo intervento di chiusura, ci è sembrata significativa la sua metafora  sull'uso del cacciavite per coordinare e ri-organizzare i servizi erogati nel Santa Colomba. Nessuna obiezione sul fatto che la sanità deve cambiare in relazione alle nuove esigenze, ma nel caso del Santa Colomba non basta il cacciavite per risistemare alcune deficienze che si sono generate a causa dell'uso continuativo della scure e del martello pneumatico negli ultimi venti anni: la metafora ci dice che non c’è la volontà di effettuare cambiamenti radicali, ma solo piccoli aggiustamenti. [continua ...]

I cittadini del territorio del Rubicone hanno subito, e purtroppo continuano a subire, la realizzazione di progetti studiati con poca attenzione, gestiti in maniera approssimativa e, quel che è peggio, attuati senza pensare minimamente ai disagi creati.
Riferendoci al Punto di Prima Assistenza, che nelle comunicazioni doveva migliorare il Punto di “Primo Intervento”, chi doveva vigilare ha ignorato completamente il suo compito e ne sono la prova tutte le segnalazioni che abbiamo raccolto dal dicembre 2014, da quando è iniziato il malandato percorso di questo nuovo servizio.

Non siamo pregiudizialmente contrari alla realizzazione di cambiamenti anche importanti nei servizi offerti, ma questi vanno programmati, con cura e attenzione, e i cittadini vanno informati preventivamente in maniera chiara. È possibile che a distanza di otto mesi non sia ancora stata predisposta una informativa esauriente e semplice delle prestazioni che vengono svolte al Santa Colomba, se si esclude un opuscolo di difficile interpretazione che è stato fatto sparire in tutta fretta?

La situazione, sotto gli occhi di tutti, è tutt'altro che incoraggiante
. A tal proposito ci permettiamo di segnalare nuovamente alcuni episodi emblematici che riguardano gli aspetti organizzativi della vicenda, senza voler giudicare l'operato dei singoli operatori. Purtroppo riscontriamo che alcuni medici, prima assolutamente efficienti come operatori del Punto di Primo Intervento, ora si negano ai pazienti trincerandosi dietro le parole dell’infermiera di turno. I Medici di base che avevano sottoscritto un impegno di affiancamento al Punto di Primo Intervento, non si sono mai impegnati per la mansione sottoscritta negli oltre due anni e mezzo in cui era valida la convenzione.
I sindaci hanno sbandierato di aver effettuato un potenziamento nell'erogazione del servizio, trasformandolo in Prima assistenza e cancellando il Primo intervento, invece si è visto l'esatto contrario, come questo Centro del resto aveva previsto prima dei loro inni di gioia.

E vogliamo parlare dell'accoglienza dei bambini? Quali immagine lasciamo loro quando un medico si rifiuta di visitarli anche solo per offrirgli un gesto di speranza e cortesia per la cura che reclamano in quel momento? È logico e giusto farli migrare presso altre strutture senza che capiscano il perché oppure invitarli ad andare ad un punto medico turistico perché il paziente si presume sia un extracomunitario, mentre potrebbe benissimo essere un cittadino di Savignano oppure di San Mauro? Quale servizio sta erogando la ASL Romagna?

Al Santa Colomba è stato avviato un percorso assolutamente sbagliato nella sua filosofia di fondo e purtroppo questa “nuova visione” non riguarda solo il Rubicone. È un errore eliminare qualsiasi filtro a livello territoriale per la cura e il trattamento delle piccole emergenze: in questo caso la concentrazione delle attività negli ospedali dei capoluoghi di provincia porta soltanto ad un aggravio dei disagi e dei tempi di attesa dei cittadini, che subiscono altresì le “inevitabili” inefficienze che si accompagnano a questi percorsi.

Lei Dottor Tonini ha affermato nell'incontro del 23 luglio che se le cose non vanno per il verso giusto occorre fermarsi, ripensare l'organizzazione dei servizi. Siamo d'accordo con Lei e per questo le facciamo una proposta: si ritorni per qualche tempo al Punto di Primo Intervento, presente fino al novembre 2014. Prendiamoci sei mesi per riorganizzare il Santa Colomba, individuando quali sono i servizi necessari per il territorio del Rubicone e nel frattempo abbattiamo i confini tra i Distretti esistenti. Sicuramente concorda con noi che l'attuale ripartizione rende difficile, onerosa e poco efficiente l'erogazione delle prestazioni sanitarie richieste ed il tutto ricade sulle spalle dei cittadini!
Le Sue parole non ci hanno tranquillizzati, ma preoccupati: sono mesi che, con spirito costruttivo e di servizio, avanziamo proposte per costruire in maniera condivisa il futuro della sanità del Rubicone, perché, come dice Lei, “insiemesipuò”. Purtroppo, finora, tutte le scelte sono state adottate in maniera unilaterale e imposte dall'alto, senza tenere in minimo conto le richieste di oltre 6600 cittadini di tutto il territorio del Rubicone che l’anno scorso hanno firmato la petizione per il mantenimento del “Pronto Intervento”.
In conclusione, consapevoli che dobbiamo fare un passo avanti, ribadiamo la nostra disponibilità a qualsiasi confronto (ma questo è noto). Ci auguriamo che la medesima disponibilità e volontà, senza preclusioni di sorta, sia dimostrata anche dai responsabili della Sanità in senso lato a livello territoriale e locale, che dovranno confrontarsi con i cittadini per migliorare i servizi socio-sanitari territoriali.
Con l'augurio di poterci confrontare nuovamente con Lei in tempi brevi, la ringraziamo per l’attenzione e le auguriamo buon lavoro.

Centro per i Diritti del Malato
“Natale Bolognesi”