Maria Rita Parsi a Savignano

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Rassegna stampa - Locale

Quali migliori ricette di felicità Maria Rita Parsi avrebbe potuto regalare ai savignanesi che domenica 10 dicembre stipavano la sala dell'Accademia dei Filopatridi per assistere alla consegna della nomina di Accademica d'Onore alla notissima psicoterapeuta?
Prima di tutto, a ciascuno di noi, ha ricordato che la felicità è sinonimo di libertà, ma la libertà richiede coraggio. In coerenza, poi, con la sua pluridecennale militanza pro bambini la studiosa ha aggiunto che al mondo tocca di fare un'ultima rivoluzione: una rivoluzione bambinocentrica. «Niente di buono ci potrà arrivare dal futuro se il mondo non cambierà guardando le cose con gli occhi dei bambini».
E per l'Italia in particolare? Per quest'Italia più che mai in crisi? Urge una cura da cavallo in due ambiti. Il primo è quello della formazione, nel senso che «la scuola deve diventare un centro polivalente aperto al territorio e dotato di laboratori di teatro, cinema, fotografia, studio, equipe psicomediche e psicoterapiche, e collegato col mondo dello sport. Deve trasformarsi in un posto in cui convergono tutte le possibilità di sviluppo e crescita. Utopia? Una mappa del mondo senza l'utopia, ha sentenziato la studiosa citando Oscar Wilde, non merita uno sguardo. Il mondo deve essere un'accademia di crescita: non solo un sentir parlare di crisi, poi di delitti e infine passare al calcio».
Che è, quest'ultima, una staffilata contro la tv che ci accompagna diritti diritti al secondo malato da curare secondo il Maria Rita Parsi pensiero: i media. «Un bambino oggi cresce vedendo centinaia di migliaia di malignità, ma non si diceva una volta che si vive di esempi?».