Natale Bolognesi

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail


L'intitolazione del Centro all'indimenticabile Presidente Natale Bolognesi, prematuramente scomparso il 1 gennaio 2006, rende omaggio all'uomo che instancabilmente è sempre stato in prima fila per denunciare i soprusi e le carenze del servizio sanitario pubblico, e che si è sempre impegnato nel modo del volontariato.
Per dare conto delle sue innumerevoli attività, riportiamo di seguito alcuni stralci tratti dal libro “Té sa deit”, scritto dal fratello Giorgio.

AVIS di Montiano

 La sua partecipazione ad un gruppo d’iniziativa sociale cominciò a diciotto anni, quale promotore della sezione AVIS del Comune di Montiano costituita nel 1960.
1960 Primo tesserino di donatore Avis. (Associazione Volontari Italiani del Sangue) fondata nel 1927 e diventata ente pubblico dal 1950, promuove la donazione gratuita di sangue per soddisfare le esigenze di trasfusioni a privati cittadini.
 




Qui a destra
Montiano 1959-60, Il parroco don Alfredo Paganelli benedice la bandiera all’inaugurazione della sezione Avis del Comune di Montiano.

Nascita del Gruppo Aido di Savignano

Lino ha potuto riscuotere generosa collaborazione dai soci delle varie realtà di volontariato tutt’altro che oziose gli hanno tributato approvazione e stima per la diffusione dei valori della solidarietà il cui tramite fu il Gruppo A.I.D.O. (Associazione Italiana per la Donazione di Organi) con sede centrale di Bergamo, la città nel 1971 fu la prima a dare origine a questo tipo di associazione, e che è stata istituita nel 1976 cinque anni dopo anche a Savignano.

Infatti il desiderio di dare vita a questo sodalizio cominciò a pulsare in alcuni cittadini nel 1976 la decisione di riunirsi per gettare le basi fu presa il 6 maggio, giornata storica che ricorda il terremoto nel Friuli.

Il comitato promotore fu eletto in casa Branducci, dove oltre alla signora Iris Scalpellini, padrona di casa, erano presenti i signori: Quinto Comandini, Raffaele Rocchi, Vittorio Spadazzi, Agostino Sapignoli, Edgardo Branducci, Romeo Campielli, Michele Guidi, Eros Pabifiali, Luigi Zabelloni, Ernesto Baiocchi (1916-1999) e il dottor Amedeo Brici, medico all’ospedale Santa Colomba dal 1970 al 1980, che oggi ricorda: “Silvano Bellavista un giorno mi chiamò, per dirmi che c’era Lino Bolognesi che aveva piacere di parlarmi, ma chi è dissi io, tu lo conosci…me lo presentò e ci intendemmo subito e feci parte del Gruppo”.

Il primo Consiglio Aido era così formato:
  • Natale Bolognesi presidente
  • Raffaele Rocchi vice presidente
  • Luigi Zebelloni vicepresidente
  • Vittorio Spadazzi segretario
  • Agostino Sapignoli amministratore
  • Iris Scalpellini organizzazione
  • Nevio Mestrello addetto stampa
  • Giuseppe Galassi delegato provinciale
  • Edgardo Branducci consigliere.


Il presidente in data 28 maggio 1976, comunicò i nominativi alla sede Aido provinciale di Forlì.
 
Il dottor Giorgio Maltoni presidente provinciale Aido, destinatario della comunicazione, il 6 giugno si congratulò con Bolognesi per l’avvenuta costituzione del Gruppo Aido di Savignano.

Tessera Aido rilasciata il 7 Giugno 1976


Elenco dei sostenitori AidoNel giro di un mese il neonato gruppo, con sede provvisoria presso “Foto Pino” in via Cesare Battisti di Luigi Zebelloni e con recapito presso i Magazzini Branducci in Corso Perticari, raccoglie 61 adesioni.

In breve tempo nel comprensorio raccolse un numero crescente di adesioni, fino a rasentare le 2000, compresi gli associati dei comuni di cui il Gruppo di Savignano fu matrice, cioè Roncofreddo, Borghi, Gatteo, San Mauro, Bellaria, Longiano.

E’ doveroso ricordare attraverso queste belle immagini l’instancabile attività svolta a fianco del presidente dal segretario Ernesto Baiocchi fra l’altro compositore di Zirudèli che qui vediamo con la sua bicicletta e l’inseparabile sporta Aido
 

Centro diritti del malato

Una nuova associazione si affacciata nel panorama del volontariato si trattava del Centro per i diritti del malato. A Savignano, per iniziativa di Lino fu costituita il 18 novembre del 1988, il 2 gennaio 1989 il sodalizio regolarizzò la propria posizione giuridica con atto costitutivo presso il notaio Alberto Ricci di Rimini. E in forza di questa nuova istituzione del Comprensorio del Rubicone, si organizzarono conferenza dibattito sul tema “La Sanità nel Comprensorio del Rubicone, situazione per l’Ospedale Santa Colomba”, e l’Associazione attraverso Lino che ne era il presidente ne denunciò pubblicamente le carenze. “L’estate scorsa mancavano le lenzuola per i cambi e i malati erano tenuti nelle sporcizie”.

Tornò a segnalare carenze igieniche il 26 agosto 1989 con esposto alla Procura della Repubblica, che i carabinieri dei NAS di Bologna, come si legge sulla cronaca locale, in un sopraluogo al Santa Colomba rinvennero casi di “Addome acuto”. ....
 
Alcune testimonianze ci fanno capire la personalità e lo stato d’animo di Lino in ambito al volontariato.
... L’avvocato Pierino Buda che gli è stato amico, ricordandolo con affetto e stima, dice che “Era un uomo che di fronte alle ingiustizie aveva la capacità di indignarsi e il coraggio di fare sentire la sua voce di denuncia pubblicamente, con un messaggio critico e vibrante, che al giorno d’oggi non è cosa da poco, quanto il menefreghismo e l’indifferenza spesso impera. Non gli mancavano i tratti del trascinatore, era capace di attirare attorno a sé l’opinione pubblica senza indietreggiare nella protesta neppure di fronte alla denuncia, fatta contro di lui nel tentativo di inibire e frastornare l’orgoglio della manifestazione di piazza.

Lino continuò con coerenza a dedicare energie senza tornaconti di sorta, come vediamo, agendo per il bene del suo paese, con la predisposizione e lo spirito di servizio verso gli altri, in particolare i più bisognosi.

Quando aveva un’idea in testa, anche come socio della Banca Romagna Est riusciva ad ottenere i consensi necessari per metterla in pratica. Entrare nelle scuole per educare i bambini al risparmio ad esempio, è stata un’idea geniale, portare le scolaresche all’interno della banca, per illustrare loro il lavoro e i vari ambienti, dimostrando grandi qualità di comunicatore, anche attraverso l’uso della Tv locale con la promozione di varie conferenze coagulando su Savignano l’attenzione del comprensorio, e non sono cose da poco queste.

 “Té sa deit” diceva al momento di decidere e una volta deciso, non voleva dormirci sopra: “Via, via” cominciava subito a sollecitare l’esecuzione del progetto appena concordato”.
(Avvocato Pierino Buda 11 ottobre 2006)
 
Sergio Gridelli ricorda che “l’impegno di Lino nel sociale non subiva soste. Per quanto “appartato” ne avvertiva le situazioni, a come responsabile del Centro diritti del malato, non era certo distratto alle esigenze dei più deboli. Cera anche lui sabato 21 giugno 97 in Piazza Maggiore a Bologna nella manifestazione per la difesa dell’ospedale sfilando da Porta san Felice fino a Piazza del Nettuno, dove prese la parola.

Decise di fare parte della Lista Civica per le amministrative del 99, ci trovammo in casa sua per organizzare la lista, e fu sempre entusiasta e convinto della partita: “Me a deg cai la femm” diceva durante la campagna elettorale convinto della vittoria. La simpatia era un altro elemento che lo distingueva. Alla chiusura della campagna “Adès va so e di che sa pardem a stasem in te Cunsei distèss”, mi disse. Vincemmo e cominciò a seguirmi in tutte le conferenze sulla sanità. E dopo i vari interventi mi diceva: “Mè avreb carghè d’piò” (Io avrei caricato di più) nel senso che sapeva fare lui.

In effetti, si metteva a cuore le varie situazioni anche da Consigliere comunale, sempre pronto a pungolarmi non solo a difesa dell’ospedale, ma in altri ambiti. Ad esempio quando la Stazione ferroviaria fu declassata, per non lasciare il fabbricato in abbandono c’era da contattare i funzionari delle Ferrovie per studiare di come dare un futuro all’immobile, per un suo utilizzo sociale. (Oggi sede delle Associazioni di volontariato). Riuscire a contattare gli organi competenti spesso per tanti aspetti di ordine burocratico era difficoltoso, allora Natale che era dotato di senso pratico, a mia insaputa riusciva a prendere appuntamento presso quello o quell’altro funzionario e io praticamente dovevo seguirlo. A tale proposito andò perfino a Roma per parlare con un funzionario delle Ferrovie dello Stato, peraltro senza appuntamento, e con una scusa “sono in giro da due giorni” si fece ricevere. Insomma quando si metteva un’idea in testa andava la portava fino in fondo.

Altro progetto cui mise energie è stato l’appalto dell’area stazione per trasferire il servizio del 118, lo ricordava anche ultimamente”.

(Sergio Gridelli 13 ottobre 2006)