“95”: fatti più in là!

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Rassegna stampa - Locale

Domenica 02 Settembre 2012 17:32

L'estate ha portato via ai savignanesi anche la fermata della linea 95 a pochi metri dall'ingresso dell'ospedale Bufalini e della Piastra Servizi. A quella fermata adesso approda solo una linea interna di Cesena, da prendere presumibilmente alla stazione ferroviaria. La 95 invece è stata spostata più a valle, all'inizio di via Giovanni da Verrazzano: sempre nei pressi dell'ospedale, ma indubbiamente più lontano. Un centinaio di metri in più irrilevante per un sano, più sgradito invece per chi è meno in salute e tono. “E' stata una scelta non nostra” spiegano all'Ufficio Tecnico cesenate. “ATR e Provincia ci hanno chiesto il cambiamento per ridurre i tempi di percorrenza e noi abbiamo acconsentito”.

E ancor meno ha ritenuto di eccepire il Comune di Savignano sul Rubicone. “Si tratta di una fermata per la quale il Comune di Savignano non è purtroppo competente, in quanto, anche se la linea parte da Savignano, la scelta delle fermate viene decisa dal comune presso il quale viene effettuata. Il problema è pertanto da rappresentare all'amministrazione comunale di Cesena” spiega Cristiana Rocchi, Assessore savignanese alla Mobilità e alle Società partecipate, tra le quali, in particolare, figura ATR, che è l'Agenzia della mobilità romagnola, di cui Savignano fa parte come Cesena e da cui è partita, a quanto pare, l'idea dello spostamento.

Che, come osserva un'anziana signora di Savignano, se pure non è rilevante, è tuttavia foriero di disagi. E' vero infatti che, “se uno non è in grado di fare a piedi quei cento metri in più, vuol dire che sta proprio male e l'ospedale lo deve per forza raggiungere in auto propria o altrui; tuttavia per tutta una quantità di pazienti con situazioni critiche, ma ancora autonomi, e che provengono da fuori Cesena, il peggioramento che arreca è indubbio: più tempo, più complicazioni, più fatica, più stress...”

Peraltro, c'è pure l'aggravante delle fermate di via Giovanni da Verrazzano, sia di andata che di ritorno, ancora allo stato grezzo: due pali sul bordo sterrato della via senza marciapiedi. Mancano le pensiline e pure i posti a sedere. L'utenza dell'ospedale è notoriamente spesso fragile. E purtroppo per un bel po' sarà inutile sperare in migliorie. L'installazione (almeno) delle pensiline, “si farà ma non in tempi brevi” precisa l'Ufficio Tecnico cesenate. “Stiamo sistemando tutte le fermate secondo un piano approvato a marzo relativo a ben 800 fermate e, per la prima tranche dei 300 mila euro stanziati per quest'anno (sugli 1,5 milioni complessivi), abbiamo dato priorità a quelle con problemi di sicurezza”. Tra le quali non figurano quelle di via da Verrazzano in corrispondenza dell'ospedale.

 

Salvadanai in soccorso

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Rassegna stampa - Locale

Lunedì 23 Luglio 2012 10:54

Prosegue la raccolta di denaro promossa dalla Comitato spontaneo delle associazioni savignanesi a sostegno dei terremotati dell'Emilia del 20 e 29 maggio 2012.

Dopo le diverse migliaia di euro raccolte tramite i gazebo ed altre iniziative, ecco una nuova idea: salvadanai di terracotta negli spazi commerciali cittadini. Sono tondi, di materiale grezzo, di vario formato, inconfondibili, ma soprattutto dalle prime risultanze parrebbero prometter successo.

L'iniziativa è stata illustrata alla serata del 10 luglio presso la Vecchia Pescheria di via Vendemini. Erano presenti i rappresentanti delle associazioni coinvolte, tra cui il presidente e il vice-presidente del Centro per i Diritti del Malato Natale Bolognesi, Luca Menegatti e Gigi Contardi, e l'assessore savignanese ai servizi sociali e al volontariato Nazzareno Mainardi; ma partecipavano anche Massimo Manderioli, l'assessore ai servizi sociali, all'associazionismo e al welfare locale di Cento, il Comune terremotato che Savignano sta sostenendo tanto nell'emergenza quanto nel dopo emergenza, e Roberta Fini, la funzionaria responsabile dei servizi sociali di Cento che coordina gli aiuti a favore dei comuni terremotati di Cento, Sant'Agostino, Mirabello, Vigarano Mainarda, Poggio Renatico.

Come spiega l'assessore Mainardi, la scelta di adottare Cento, cittadina ferrarese di 37 mila abitanti, nasce per naturale conseguenza di un rapporto di collaborazione e amicizia già in atto tra i due comuni. Otterrà tuttavia quanto prima una definizione formale con una specifica delibera, grazie alla quale Savignano potrà continuare a fornire il proprio soccorso con interventi adatti al dopo emergenza. Sono da definire, gli interventi, ma potrebbero consistere in tecnici per la valutazione dell'agibilità delle case del vasto territorio centese oppure in professionalità specifiche nell'ambito dell'assistenza psicologica o del pattugliamento del territorio.

Nel frattempo, Cento ringrazia Savignano per voce dell'assessore Manderioli, il quale ricorda che la precedente somma raccolta nei Comuni del Rubicone e tradottasi nell'acquisto di gazebo, è servita ad allestire spazi giochi e di gestione psicologica della paura a favore dei bambini. Invece il denaro prossimo potrebbe essere destinato al pagamento di un sistema mobile di proiezione cinematografica già acquistato con un prestito e finalizzato ad una programmazione settimanale di film all'aperto nel capoluogo e nelle sette frazioni centesi. L'iniziativa, che del resto parrebbe aggiungersi ad una analoga promossa dalla Regione e coinvolgente tutti i comuni colpiti dal terremoto, si chiama Cento notti in una e, se da un lato è puro divertimento, dall'altro punta all'obbiettivo di tenere viva la socialità e la fruibilità degli spazi pubblici minati dal sisma. “Il terremoto bisogna viverlo per conoscerlo davvero” dice Manderioli. “Credevamo di esserne immuni; adesso che ci siamo dentro viviamo nell'angoscia”. Uscire al cinema, quindi, per riconquistare piano piano la normalità del vivere.

Va però detto che la maggior parte del denaro raccolto potrebbe essere destinato alle 14 scuole centesi, per le quali tuttavia si prevedono lavori strutturali importanti per un complesso di 15 milioni di euro. Che il Comune non ha: la ricostruzione degli edifici avverrà infatti attraverso finanziamenti bancari a privati e successive cessioni degli stabili in affitto al Comune. Il bando è già uscito.

All'indomani del 20 e 29 maggio, Cento ha allestito tre campi di raccolta, dei quali attualmente è attivo uno solo: la tendopoli di 560 posti. Ci vivono ancora circa 400 persone, di cui l'80% immigrati: i quali rappresentano la categoria più colpita dei cittadini centesi (così come, del resto, nelle altre località emiliane vittime del terremoto, da Mirandola a Finale Emilia). Le ragioni sono duplici: vivevano già in situazioni abitative compromesse, sono inoltre privi di una rete parentale di appoggio.

Ricordate: i salvadanai vi aspettano negli spazi commerciali cittadini.

   

Prosegue l’azione del Rubicone a favore delle zone terremotate

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Rassegna stampa - Locale

Martedì 19 Giugno 2012 17:05

L'azione pro-terremotati dell'Emilia-Romagna dei Comuni del Rubicone, Savignano sul Rubicone in testa, è stata massiccia e coronata da risultati davvero incoraggianti, che ci spingono a proseguire con rinnovata forza. Le associazioni del territorio si sono mosse in massa sia autonomamente sia insieme, attivando sia iniziative di soccorso in loco sia raccolte di fondi. L'azione si è indirizzata naturalmente alle emergenze. Non senza però guardare anche al futuro e cioè ad una normalità di vita per le vittime in previsione dei rigori invernali. 

 

In particolare va segnalata l'azione della Pubblica Assistenza che si è mobilitata fin dalla prima scossa del 20 maggio, mandando gruppi di volontari dall'Uso, da Bellaria, da Cesena e da Forlì, sostenendo l'azione del 118 di Modena per il trasferimento di anziani in luoghi di degenza del nord Italia e, in specifico a Mirandola, una delle città simbolo della tragedia, fornendo agli accampati cucine, acqua, trasporto di disabili e naturalmente viveri. Attualmente, racconta il presidente della sezione del Rubicone, Luigi Marcantoni, al lunedì e al giovedì volontari dell'associazione raccolgono offerte in cambio della misurazione della pressione arteriosa in località di San Mauro Mare.

 

Da una decina di giorni s'è mobilitato inoltre anche il Comitato spontaneo delle Associazioni savignanesi  per i terremotati dell'Emilia Romagna: circa 25-30 associazioni, tra cui ovviamente il Centro per i diritti del malato Natale Bolognesi, aggregatesi nell'iniziativa sotto il patrocinio del Comune. Attraverso i suoi gazebo allestiti nel territorio savignanese e sanmaurese, il Comitato ha raccolto finora fondi per oltre 5000 euro, sicuramente già abbondantemente superati mentre scriviamo.

Il tutto viene versato nel conto aperto presso la Banca di Credito Cooperativo Romagna EST, utilizzando il seguente Codice IBAN: IT 30 T 08852 68050 020010056554 (indicando la Causale: Raccolta fondi pro terremotati).

Se fossero necessarie delle informazioni sulla detraibilità dei contributi versati, è necessario chiamare i seguenti numeri: 338 8313401 – 335 5913285.

   

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